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Contesto storico, scenografico o di generazione?

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Contesto storico, scenografico o di generazione? Da film di deportazione e speranza a quelli più classici dai toni vivi e dai racconti scoppiettanti, anche da saga. 1944: nella Francia occupata dai nazisti, Marguerite, giovane e talentuosa scrittrice, è membro attivo della Resistenza assieme al marito Robert Antelme. Quando quest’ultimo viene deportato dalla Gestapo, Marguerite intraprende una disperata lotta per liberarlo. “La Douleur” mostra un’inquietante dolore e relazione che la protagonista è costretta a vivere e a istaurare con Rabier, collaboratore del governo correndo rischi terribili tra le strade insanguinate di Parigi. Un teatrante con la vocazione per il grande schermo. Mario Martone, Lezione di Cinema del giorno, conserva il suo stile e la sua forma artistica pur con il passare del tempo. Da “L’amore molesto” a “Il giovane favoloso” le strade e la vivacità di Napoli insieme alla grande storia e letteratura sono per il regista le primarie fonti di ispirazione. Anna Bonaiuto ha un talento mostruoso e se calata nel ruolo e luogo giusto lo è ancora di più. Tra mistero e magia, nel contesto scenografico di “Napoli Velata” come si fa a non applaudirla? Non è solo merito dell’interprete, ma anche la scena ci mette del suo... Per questo al Bif&st non si premia solo l'attrice napoletana ma anche le straordinarie scenografe che hanno aiutato Ozpetek. La banda dei ricercatori più nota in Italia è quella di “Smetto quando voglio”. Al principio era solo la storia di un gruppo di brillanti ricercatori universitari che tentano di uscire dall'impasse lavorativa ed esistenziale della precarietà cronica, producendo e spacciando smart drugs. Da un film a una saga… il passo non è stato semplice e sicuramente a livello produttivo per Domenico Procacci e Matteo Rovere non è stato totalmente uno scherzo!!

A cura di Margherita Bordino Riccardo Farina Stefano Bianchini Marco Cappellesso Giulio Riservato