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Nome di donna, la violenza sul lavoro secondo Marco Tullio Giordana e Cristiana Capotondi

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"Molestie? Una volta li chiamavano complimenti". Questa è una frase molto forte e incisiva che fa recitare il regista Marco Tullio Giordana ad un personaggio chiave del film "Nome di donna". Il racconto è incentrato sulla violenza che le donne spesso subiscono sul luogo di lavoro. Non si tratta di una violenza puramente carnale o sessuale, ma psicologica e mentale. "Nome di donna" è la storia di Nina, una ragazza madre, che lascia Milano per trasferirsi in un piccolo paese della Lombardia. Trova lavoro in una prestigiosa clinica per anziani, dove lavorano molte altre donne, che nasconde un torbido segreto. Nina è interpretata da Cristiana Capotondi che negli ultimi anni sta portando su grande e piccolo schermo ruoli sempre molto intensi e legati alla violenza sulla donne e alla lotta per i loro diritti, come il film "7 minuti" e la serie "Io ci sono" su Lucia Annibali. "Nome di donna" è in sala dall'8 marzo con Videa.

Giornalista Margherita Bordino Post produzione Luca Paternò

REDAZIONE

Max De Carolis - Direzione Editoriale
Margherita Bordino - Giornalista
Riccardo Farina - Giornalista
Valeria Santori - Coordinamento
Andrea Protto - Operatore di Ripresa
Marco Cappellesso - Operatore di Ripresa
Giulio Riservato - Editing


Cinecittà Luce Magazine è una piattaforma video editoriale. Un progetto di Luce Cinecittà e Cinecittà News a cura di Erma Pictures. Interviste, rubriche e curiosità dal mondo cinematografico italiano e internazionale. Piattaforma streaming e internet marketing: Erma Pictures - Internet Marketing Specialists

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